Le isole Perhentian

(1) commento Scritto il: 8 agosto, 2013
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SunsetLe isole Perhentian si trovano nella parte nord della costa orientale della Malesia e raggiungerle non è stato così facile (se si utilizzano mezzi propri e non taxi, tour etc.). Venendo da Singapore, abbiamo preso un treno notturno da Johor Bahru (confine sud malesiano) dove per nostra felicità ci siamo trovati nello stesso vagone con il campione nazionale di russo sincronizzato. A nulla sono valsi i pugni sul tetto, le bestemmie in dialetto barese, le frenate, le curve e i movimenti naturali del convoglio per farlo recedere dalla sua performance da guinnes dei primati (in senso di scimmie…). L’unica sua fortuna è stato non averlo incrociato la mattina alle 8 in quanto sarà sceso in qualche stazione precedente prima del nostro “risveglio”.

Dopo la nottataccia arriviamo rincoglioniti a Tanah Merah dove facciamo conoscenza con due ragazze inglesi insegnanti a Milano (di inglese per l’appunto). Con loro condividiamo le spese di un taxi (60rm = 15€) che ci porta a Kuala Besut, il porto da cui si prende la barca per arrivare alle Perhentian (35rm = 8,75€). Le Pehentian sono due isole, una si chiama “Kecil” (piccola in malesiano) e una è la “Besar” (che significa “grande” in malesiano). Sbarchiamo alla “Besar” ma a prima vista l’acqua non sembra essere da cartolina. Il nostro bungalow presso l’Abdul chalet invece è un vero lusso. A 10 metri dal mare, totalmente in legno, nuovi interni, aria condizionata, frigo, quello che ci voleva per godere appieno di quest’isola.

Pronti per l'immersioneIl giorno dopo contrattiamo subito un’escursione, affittiamo maschere e pinne e viaaaa…verso baie e anfratti degni della nomea di cui godono queste due isolette. Il primo “spot” è il “fish point”. La prima idea che si ha nell’immergersi è di nuotare dentro un acquario. I pesci sembrano non avere assoluta paura dell’uomo, ci superano, ci avvolgono, ci passano sotto, sopra, un vero spettacolo! Ci perdiamo nei colori, nelle forme e nei movimenti di questi splendidi animali. La cosa impressionante è che nonostante siamo completamente circondati (a meno di 2 cm) e nonostante i nostri movimenti acquatici improvvisi nessun pesce ci tocca, come se anticipassero o prevedessero i nostri movimenti badando bene a non sfiorarci. Il secondo “spot” si chiama “Shark point”. Il nome ci fa inizialmente sorridere, non è possibile che ci portino in un posto dove nuotano gli squali, e poi gli squali non è che si danno appuntamento passando da lì. Nonostante il sarcasmo, non con poco timore, ci immergiamo nuovamente e a primo acchito sembra una replica del primo “spot”. Decidiamo quindi di seguire la guida che ci dirige ed ecco che un brivido freddo ci percorre la spina Perhentian islanddorsale…uno squalo!! Non grande come nel film di Spielberg, ma un “cucciolo” di un metro e mezzo con il classico pesciolino che lo segue sotto pancia e lo sguardo freddo che non lascia trapelare alcuna emozione e direzione. Ci passa sotto e indisturbato se ne va. Passano 5 minuti ed ecco il secondo, anzi due in fila…ci puntano….Brrrrr…vicino alla scogliera, ma con due pinnate sono già via. Capiamo che il nome dello “spot” non è del tutto campato in aria. La nomea alimentata dai film, li rendono temibili, ma in realtà nonostante la nostra “vicinanza” (ci passavano a meno di 3 metri) gli squali non ci degnano neanche di uno sguardo. Ne vediamo in totale 5! Il terzo spot si chiama “Turtle point”. Le tartarughe le avevamo già viste in Indonesia ma non così grandi come qua. Sono enormiii, la casa è più larga delle nostre spalle e non si riuscirebbe ad abbracciarla. Che fantastica esperienza nuotargli accanto, osservarla mentre riemerge, prende aria e si rituffarsi nel blu. Sembrano abituate alla presenza umana non cambiando direzione alla nostra visione. Torniamo soddisfatti e stanchi dopo una giornata a mare ricca di emozioni.

Temporale in arrivoAlle Perhentian siamo testimoni del primo temporale interessante annunciato da un forte vento seguito a una scaricata di pioggia intensa, non lunga ma abbastanza intensa. Mangiamo nei ristorantini dei vari resort con i piedi nella sabbia coccolati dalle onde e dal profumo del pesce alla griglia…sì ce la siamo proprio spassata tant’è che tutto i risparmi positivi accumulati ce li siamo giocati in appena 3 notti!! Il giorno della nostra partenza passiamo dalla isola più piccola: “Kecil” e ci mangiamo le mani, in quanto notiamo che la qualità dell’acqua è eccezionale rispetto alla “Besar” e avremmo fatto meglio a scegliere quest’isola. Però a cose fatte…son bravi tutti.

le foto dell’isola qua

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